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Birra Art. Bruna 750 ml

AM036

Birra Artigianale AMA Bruna 750 ml

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Birra Artigianale AMA Bruna 750 ml

Formati / Size: 355 ml - 12 fl.oz. 750 ml - 25.4 fl.oz.

7,5% alc. vol./ABV

Alta fermentazione, rifermentata in bottiglia, doppio malto con zucchero candito. Si rifà alla grande tradizione delle Birre d’Abbazia. Complessa e morbida al palato, lascia emergere un fondo di malto sottile e toffee, impreziosito da un delicato tocco di cioccolato e pera alla cannella.

High-fermented beer, refermented in the bottle, with brown candy sugar.

Inspired by the great traditions of abbey ales, this complex beer is soft on the palate, revealing subtle undertones of malt and toffee enhanced by a delicate touch of chocolate and pears with cinnamon.

 

La saga delle birre AMA prodotte in collaborazione con Garrett Oliver si arricchisce con una birra ambrata con riflessi tonaca di frate, Ama Bruna, che si caratterizza anch’essa in modo distintivo e non solo perché in fase di bollitura viene aggiunto in caldaia dello zucchero candito scuro. Ciò che colpisce subito è l’incredibile finezza, la quasi statuaria compattezza, la merlettata aderenza e la lunghissima persistenza della schiuma che, a dispetto dell’elevata alcolicità dell’Ama Bruna (7,5 gradi in volume per complessivi 16 gradi Plato) è anche in grado di esibire una cremosità degna di un gelato più che di una birra. L’aspetto rispetta i canoni artigianali della velatura con lieviti in sospensione.
L’intensità olfattiva è buona ma propedeutica alla finezza olfattiva, caratterizzata da evidenti sentori di lievito, di torrefatto (cioccolato) e butirrici (burro di cacao). Si sente anche un classico panettone con l’uvetta, abbastanza tipico delle birre ad alta fermentazione di buon grado alcolico e scure, riscontrabile infatti in numerose Scotch Ale. Al palato si palesa un deciso amaro proveniente dai malti tostati, che però viene in parte coperto dall’etilico.
Il corpo di Ama Bruna, ampiamente assertivo, crea una viscosità che sembra polvere di cacao attaccata al palato. La frizzantezza per forza di cosa deve cedere il passo a un alcol deciso che dona alla birra un corpo energico, importante. L’amaro, che ammonta a 20 IBU, non incide in modo rilevante sull’equilibrio gustativo della birra, orientato al dolce e ai toni caldi del torrefatto. La ricchezza retrolfattiva ci segnala comunque una birra di nobili lombi la cui persistenza però è appena sufficiente.

 

ABBINAMENTI GASTRONOMICI:
L’altro volto delle birre Ama sembra fatto apposta per abbinarsi a una Carbonnade à la Flamande, uno spezzatone di carne rossa marinato in una birra molto simile alla Ama Bruna, fatto cuocere con molte cipolle e con del cioccolato fondente. Se non ve la sentite di affrontare la cucina belga andate comunque con degli umidi ben speziati e con note torrefatte, tipo il Gulasch o gli spezzatini di carne rossa tipici dell’Italia Centrale. L’Ama Bruna però è una birra che si può abbinare benissimo anche a un dolce al cioccolato, da una torta a un budino.Puo’ essere degustata con la caciotta al sale dolce di Cervia, oppure con uno stracchino al sale dolce di Cervia abbinato con pane tostato.

Storia Birrificio

Siamo agli albori della Storia delle birra artigianale in Italia.
Attorno a un tavolo di una birreria di Rimini si trovano un gruppo di amici
, da sempre robusti bevitori di birra ma anche buoni esperti della maltata bevanda. No, non volevano cambiare il mondo come gli amici della canzone di Gino Paoli.

Sull’onda dei primi entusiasmi suscitati dai micro birrifici italiani volevano semplicemente cominciare a produrre birra anche loro. Non una birra qualunque, ma una serie di birre che richiamassero i caratteri della loro terra, la Romagna.

 

  E chi più di Fellini, il mitico regista riminese, poteva ispirarli?

  E quale altro film poteva essere preso come modello se non il celeberrimo  ‘Amarcord’?

 

 Il  titolo di questa pluripremiata pellicola, che in dialetto romagnolo significa ‘mi ricordo’,  diventa dunque il leit-motiv di tali birre artigianali, le cui caratteristiche rappresentano vari  personaggi del film, tutti femminili. 
 In fin dei conti il Grande Maestro Federico era un  virilissimo tombeur des femmes ,  per  cui non si poteva essere tacciati di maschilismo  se si dedicavano le birre ad  altrettante  protagoniste del film. E così è stato.

Dopo inizi esaltanti ma avventurosi, ecco che nel 2002 un rinomato Mastro birraio, dopo  aver maturato significative esperienze in birrerie italiane e tedesche, rileva il marchio  ‘Amarcord’ da questa birreria di Rimini e apre i battenti nelle Repubblica di San Marino,  dotando l’unità produttiva di tecnologie brassicole all’avanguardia.

L’idea è di essere in pole position tra i produttori italiani di birra artigianale e di distribuire i prodotti di Amarcord fra i locali birrari specializzati, basandosi su un’accurata selezione di malti d’orzo e di tipi di luppolo nonché naturalmente dei lieviti. Il successo non può mancare anche perché il mercato delle birre artigianali si fa ogni anno di più ampio e i suoi adepti aumentano in numero e in consumi.

 

Ogni successo è sempre benvenuto  ma quando cresce a dismisura risulta un problema gestirlo. Ed ecco che per potenziare la produzione delle birre Amarcord bisogna trasferirsi dove ci sia più spazio.

La scelta cade su di un terreno di Apecchio, un comune marchigiano in provincia di Pesaro-Urbino, dotato di un’acqua pura e ideale per la produzione della birra.

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