Birra Art. Bionda 750 ml

AM034

Birra Artigianale AMA Bionda 750 ml

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BIRRA ARTIGIANALE AMA BIONDA

Formati / Size: 355 ml - 12 fl.oz. 750 ml - 25.4 fl.oz.

Alta fermentazione, rifermentata in bottiglia con Miele d’arancio.

Dal corpo leggero e pulito, delicatamente maltato e fragrante, è una birra dorata dal carattere fruttato e floreale, delicata ma allo stesso tempo complessa, creata da malti aromatici, tre diversi tipi di luppolo e miele d’arancio di Sicilia. Caratterizzata da aroma di brandy di pera e mela verde, presenta un finale secco e vivace di cedro, il tutto legato dall’inconfondibile sapore di miele d’arancia.

 

6% alc. vol./ABV

 

Dalla collaborazione con il Birrificio Brooklyn e naturalmente con il suo méntore Garrett Oliver è nata la linea di birre AMA, che non solo è la parte iniziale del termine romagnolo Amarcord ma è anche il presente della terza persona singolare del verbo ‘Amare’. Un amore reciproco nato dalla frequentazione degli yankee Americani del nostro Paese, ambita meta di vacanze. Da sempre poi gli statunitensi considerano l’Italia la terra dell’Amore per eccellenza e lo si può facilmente desumere anche da canzoni romantiche create negli States ma con parole parzialmente in lingua italiana. Per questo motivo la linea di birre AMA ha un carattere tutto italiano.

 

Ama Bionda sembra nata per essere protagonista anche sulle tavole italiane, una speciale di 14 Plato con 6 gradi alcolici in volume. Il suo cappello di schiuma sembra essere scolpito tanto è denso e persistente con una cremosità quasi untuosa. L’aspetto è velato a causa dei lieviti in sospensione. Il colore è chiaro con sfumature di oro antico. Buona l’intensità olfattiva ma decisamente attraente la sua finezza aromatica. Il miele d’arancio siciliano, usato in sala cottura, si palesa in modo evidente al naso, che percepisce distintamente un miele dolce con la freschezza dell’arancia. La sensazione citrica al naso è veramente imperiosa ma anche a livello di palato il miele e la freschezza citrica la fanno da padroni.

Ama Bionda è veramente una birra caratterizzata, oseremmo dire inconfondibile. Questa freschezza è riscontrabile anche nell’elevata frizzantezza, che esalta l’acidità citrica riscontrata al naso e al palato. Nonostante sia una birra speciale con una gradazione alcolica da doppio malto bassa il suo corpo è gradevolmente leggero. Ciò la rende straordinariamente bevibile. Pur se si tratta di un prodotto ad alta fermentazione. La sensazione amara è decisamente contenuta (18 IBU) ma si compenetra con disinvoltura con l’acidulo dell’agrumato e la dolcezza del malto, donando un ottimo equilibrio gustativo alla Ama Bionda. La ricchezza retrolfattiva è da birra importante. La persistenza è piuttosto evanescente e la sensazione finale è di secchezza. Il desiderio di riberla è immediato.

 

ABBINAMENTI GASTRONOMICI:
Una tale freschezza e aromaticità sono all’unisono con la cucina mediterranea. Provate un’insalata estiva di radicchio e arance condita con sale, pepe, olio e aceto. Come primi piatti c’è solo da scegliere, in quanto il pomodoro fresco ha un’acidità decisa e le erbe mediterranee, dal basilico al prezzemolo, dal timo alla maggiorana, compendiano la parte aromatica.
Anche la classica pizza alla marinara con olio, aglio, pomodoro e origano ben si sposa alla Ama Bionda. Ottimo abbinamento con i formaggi molli Romagnoli quali lo Squacuerone di Romagna D.O.P.. Perfetta per la degustazione con piadina Romagnola e Squacquerone di Romagna D.O.P.,oppure con la Caciotta al Sale di Cervia.

Storia Birrificio

Siamo agli albori della Storia delle birra artigianale in Italia.
Attorno a un tavolo di una birreria di Rimini si trovano un gruppo di amici
, da sempre robusti bevitori di birra ma anche buoni esperti della maltata bevanda. No, non volevano cambiare il mondo come gli amici della canzone di Gino Paoli.

Sull’onda dei primi entusiasmi suscitati dai micro birrifici italiani volevano semplicemente cominciare a produrre birra anche loro. Non una birra qualunque, ma una serie di birre che richiamassero i caratteri della loro terra, la Romagna.

 

  E chi più di Fellini, il mitico regista riminese, poteva ispirarli?

  E quale altro film poteva essere preso come modello se non il celeberrimo  ‘Amarcord’?

 

 Il  titolo di questa pluripremiata pellicola, che in dialetto romagnolo significa ‘mi ricordo’,  diventa dunque il leit-motiv di tali birre artigianali, le cui caratteristiche rappresentano vari  personaggi del film, tutti femminili. 
 In fin dei conti il Grande Maestro Federico era un  virilissimo tombeur des femmes ,  per  cui non si poteva essere tacciati di maschilismo  se si dedicavano le birre ad  altrettante  protagoniste del film. E così è stato.

Dopo inizi esaltanti ma avventurosi, ecco che nel 2002 un rinomato Mastro birraio, dopo  aver maturato significative esperienze in birrerie italiane e tedesche, rileva il marchio  ‘Amarcord’ da questa birreria di Rimini e apre i battenti nelle Repubblica di San Marino,  dotando l’unità produttiva di tecnologie brassicole all’avanguardia.

L’idea è di essere in pole position tra i produttori italiani di birra artigianale e di distribuire i prodotti di Amarcord fra i locali birrari specializzati, basandosi su un’accurata selezione di malti d’orzo e di tipi di luppolo nonché naturalmente dei lieviti. Il successo non può mancare anche perché il mercato delle birre artigianali si fa ogni anno di più ampio e i suoi adepti aumentano in numero e in consumi.

 

Ogni successo è sempre benvenuto ma quando cresce a dismisura risulta un problema gestirlo. Ed ecco che per potenziare la produzione delle birre Amarcord bisogna trasferirsi dove ci sia più spazio.

 La scelta cade su di un terreno di Apecchio, un comune marchigiano in provincia di Pesaro-Urbino, dotato di un’acqua pura e ideale per la produzione della birra.

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